mercoledì , 25 Novembre 2020
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Yahoo trascina Mozilla in tribunale per una clausola del 2014

Avevamo visto in un post precedente il cambio di rotta da parte di Mozilla per la scelta del motore di ricerca predefinito.
Nel 2014 infatti il browser della volpe arancione aveva stipulato un accordo con Yahoo con validità di 5 anni.
Con il nuovo aggiornamento di Firefox, che arriva alla versione Quantum, gli utenti hanno potuto notare un vero e proprio restyling. Mozilla, infatti, ha lavorato su una nuova interfaccia, sul supporto per le API WebExtension e per un rendering più veloce. Tutte caratteristiche che rendono all’utente una migliore esperienza di utilizzo, sia in termini di estetica che di sicurezza.
Sarà per questo che Mozilla ha voluto affidare al browser di sua proprietà un motore di ricerca più affidabile, sostituendo Yahoo con Google.
Dopo l’aggiornamento a Firefox Quantum, infatti, gli utenti hanno potuto constatare che Google aveva preso il posto di Yahoo collocandosi come motore di ricerca predefinito.
Quindi, di fatto, Mozilla ha interrotto la partnership con l’azienda di Sunnyvale un anno prima della scadenza di contratto.

Il 1 dicembre però Mozilla è venuta a conoscenza della denuncia a suo carico da parte di Yahoo per aver recesso il contratto prima della scadenza e, a sua volta, ha denunciato Yahoo per violazione di contratto.
In pratica Mozilla sostiene che nell’accordo stipulato nel 2014, c’era una postilla secondo la quale sarebbe stato possibile recedere il contratto se fossero venute meno alcune condizioni.
Le motivazioni fornite da Mozilla sarebbero le seguenti: vista la scarsa affidabilità di Yahoo in termini di velocità e sicurezza per i naviganti, l’azienda si è vista costretta a far subentrare Google che assicurasse agli utenti una navigazione di alta qualità.

Ad ora Yahoo non ha ancora provveduto a ritirare la denuncia e pretende che sia rispettato il contratto in base al quale Mozilla sarebbe costretto a versare al motore di ricerca la somma di 375 milioni di dollari all’anno fino allo scadere del contratto, ossia 2019.

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